In questi giorni di paura e di sconcerto difronte alla distruzione che le scosse di terremoto hanno causato in Emilia, i Comitati Solidali e Antirazzisti si sono mobilitati per essere al fianco della popolazione. I casi di solidarietà tra la gente comune sono stati molti ma purtroppo sono stati molti anche i casi in cui è stato impedito a chi, spinto da una tensione positiva e da un sentimento di vicinanza , si è attivato.
Un caso eclatatante è stata l'impossibilità di un fornaio che lavorando tutta la notte per fare il pane da donare alle famiglie nei campi, si è visto negare, dall'apparato burocratico della protezione civile, la possibilità di distribuirlo perchè non dotato di regolare permesso!!!!!. Ci sono stati purtroppo anche casi di razzismo democratico dove alcune famiglie hanno scelto di non stare nei campi in cui c'erano le famiglie di immigrati, nonostante come loro, avessero perso la casa o comunque vivessero nella stessa condizione di terrore. La condizione di vita di tutti i terremotati è sicuramente incomprensibile per chi non ha mai vissuto un evento come questo, è il motivo per il quale i Comitati Solidali del luogo si sono mobilitati e con loro stiamo pensando di organizzare un assemblea cittadina a Firenze. Lo scopo sarà quello di da dare spazio alle voci di chi è direttamente presente sul luogo e non secondariamente perchè si possa conoscere le cose realmente come stanno, per sapere come concretamente possiamo aiutare le famiglie e portare solidarietà. Una speciale attenzione vogliamo darla ai bambini che da un giorno all'altro si sono visti sradicare dal loro abituale luogo di vita e scombussolare le dinamiche quotidiane, i loro punti di riferimento, la scuola, la casa, gli amici, etc.
In attesa dell' Assemblea cittadina abbiamo intanto iniziato una campagna di raccolta fondi da poter poi far arrivare direttamente alla gente del posto tramite i comitati solidali, anche sottoforma di materiale di prima necessità, senza passare dagli apparati statatli e parastatali che per loro natura e strutturazione in molti casi sono troppo costosi e disperdono quindi gran parte delle donazioni che arrivano dalla gente. Questo impegno sarà incarnato dai Comitati Solidali di tutta Italia che nei luoghi dove operano organizzaeranno eventi a tal fine.Solidarietà come principio per una Comune Umanità.
domenica 10 giugno 2012
domenica 6 maggio 2012
lunedì 9 gennaio 2012
sabato 17 dicembre 2011
venerdì 16 dicembre 2011
Carissimi amici e amiche,
sicuramente siete al corrente dei tragici fatti accaduti a Firenze nei giorni scorsi. E' un atto grave di razzismo che ci deve vedere reattivi nel dialogo con le persone e nell'animare la nostra presenza alla manifestazione di sabato pomeriggio alle 15 in Piazza Dalmazia. Per questo motivo abbiamo deciso di non proiettare il film "The great debaters" venerdì sera, ma di trovarci comunque per discutere assieme e preparare striscioni, cartelli, ecc. da portare in piazza Sabato.
Vi invitiamo ad essere con noi Sabato, chiamando i vostri amici, conoscenti e parenti a reagire: le persone migliori devono farsi sentire!
La solidarietà difende la vita, il razzismo la nega.
A presto
Comitato solidale antirazzista La via della libertà
sicuramente siete al corrente dei tragici fatti accaduti a Firenze nei giorni scorsi. E' un atto grave di razzismo che ci deve vedere reattivi nel dialogo con le persone e nell'animare la nostra presenza alla manifestazione di sabato pomeriggio alle 15 in Piazza Dalmazia. Per questo motivo abbiamo deciso di non proiettare il film "The great debaters" venerdì sera, ma di trovarci comunque per discutere assieme e preparare striscioni, cartelli, ecc. da portare in piazza Sabato.
Vi invitiamo ad essere con noi Sabato, chiamando i vostri amici, conoscenti e parenti a reagire: le persone migliori devono farsi sentire!
La solidarietà difende la vita, il razzismo la nega.
A presto
Comitato solidale antirazzista La via della libertà
giovedì 17 novembre 2011
ASSEMBLEA PUBBLICA
SOLIDALI CONTRO LA CRISI
Per far emergere una migliore umanità
E’ urgente una reazione per affermare l’altruismo e la solidarietà; solo così possiamo migliorare la vita combattendo le divisioni che si sono diffuse nella società alimentate dal razzismo, dal maschilismo, dall’egoismo e dalle logiche di sopraffazione. Solo così potremo difenderci dalle misure che i governi preparano per farci pagare la crisi e iniziare a disegnare un futuro fatto di solidarietà e di accoglienza, di sicurezza e di benessere.
Giovani contro vecchi, precari contro garantiti, cittadini contro immigrati, tutti contro tutti: questi conflitti sono funzionali a chi ci governa. Siamo sicuri che le manovre che il futuro governo proporrà alimenteranno queste divisioni, colpiranno i più deboli e peggioreranno la vita di tutti, mettendo ai margini fasce sempre più ampie di popolazione.
Delegare la soluzione della crisi a chi l’ha creata è paradossale. C’è bisogno di fare da soli, uniti fuori dalle logiche oppressive. C’è bisogno di protagonismo diretto per espandere i valori della solidarietà. Per questo vogliamo sviluppare la costruzione di una rete di Comitati Solidali per accogliere i fratelli e le sorelle immigrati, per affermare la dignità e l’autoderminazione delle donne, per difendere il bisogno di lavoro e di salario dei disoccupati e dei precari, i diritti dei pensionati, per migliorare la vita nelle scuole e nelle università.
A Tutti coloro che pensano che la solidarietà ci migliora la vita da subito e che può essere la chiave per uscire dalla crisi proponiamo di venire all'Assemblea cittadina e dei Comitati Solidali del 3 Dicembre 2011 per dialogare e costruire insieme un presente ed un futuro migliore. Vi aspettiamo numerosi
ASSEMBLEA PUBBLICA
sabato 3 Dicembre, ore 14.30
presso il Circolo XXV Aprile in Via Bronzino 117 Firenze
Comitato Solidale Antirazzista " La Via della Libertà "
Per far emergere una migliore umanità
E’ urgente una reazione per affermare l’altruismo e la solidarietà; solo così possiamo migliorare la vita combattendo le divisioni che si sono diffuse nella società alimentate dal razzismo, dal maschilismo, dall’egoismo e dalle logiche di sopraffazione. Solo così potremo difenderci dalle misure che i governi preparano per farci pagare la crisi e iniziare a disegnare un futuro fatto di solidarietà e di accoglienza, di sicurezza e di benessere.
Giovani contro vecchi, precari contro garantiti, cittadini contro immigrati, tutti contro tutti: questi conflitti sono funzionali a chi ci governa. Siamo sicuri che le manovre che il futuro governo proporrà alimenteranno queste divisioni, colpiranno i più deboli e peggioreranno la vita di tutti, mettendo ai margini fasce sempre più ampie di popolazione.
Delegare la soluzione della crisi a chi l’ha creata è paradossale. C’è bisogno di fare da soli, uniti fuori dalle logiche oppressive. C’è bisogno di protagonismo diretto per espandere i valori della solidarietà. Per questo vogliamo sviluppare la costruzione di una rete di Comitati Solidali per accogliere i fratelli e le sorelle immigrati, per affermare la dignità e l’autoderminazione delle donne, per difendere il bisogno di lavoro e di salario dei disoccupati e dei precari, i diritti dei pensionati, per migliorare la vita nelle scuole e nelle università.
A Tutti coloro che pensano che la solidarietà ci migliora la vita da subito e che può essere la chiave per uscire dalla crisi proponiamo di venire all'Assemblea cittadina e dei Comitati Solidali del 3 Dicembre 2011 per dialogare e costruire insieme un presente ed un futuro migliore. Vi aspettiamo numerosi
ASSEMBLEA PUBBLICA
sabato 3 Dicembre, ore 14.30
presso il Circolo XXV Aprile in Via Bronzino 117 Firenze
Comitato Solidale Antirazzista " La Via della Libertà "
domenica 13 novembre 2011
Racconto del volantinaggio del 29 ottobre 2011 al mercato di Scandicci
Le premesse non erano le più incoraggianti: innanzitutto eravamo soltanto in tre (Ugo, Marco ed io), inoltre i cartelloni sull’accoglienza e la solidarietà che avevamo deciso di portare non c’erano (sugli aspetti organizzativi siamo dei dilettanti!). Nonostante ciò cominciamo ad offrire alle persone che passano la piattaforma dei Comitati solidali e antirazzisti, sapendo che non avremmo trovato immediata attenzione. Infatti io fermo subito tre ragazze di circa 16 anni che tranquillamente si dichiarano razziste: una perché è stata picchiata da quattro ragazze rumene, un’altra perché gli immigrati molestano noi donne. Le invito a riflettere: ma se a picchiarti fossero state 4 italiane, oggi odieresti anche te stessa? Ancora: la violenza contro le donne va fermata, ma perché non c’è la stessa veemente indignazione e reazione quando a stuprare sono i padri di famiglia, i mariti e i fidanzati italianissimi (e sono la maggioranza)? Rimangono senza parole. Prendono la piattaforma e si fermano a riflettere (forse solo per un attimo) sul fatto che per avere città più sicure serve la solidarietà, non l’odio e la diffidenza. Per fortuna Ugo invece fa conoscenza di Paolo (ragazzo brasiliano interessato al nostro comitato).
Proseguendo sembra che per me sia la giornata no: una signora di oltre sessant’anni non ha problemi a dirsi razzista (ma allora non è un fatto generazionale!): “fanno troppi figli, vogliono troppo, loro sono tutelati dallo Stato mentre noi italiani no, ecc.” Mi viene da rispondere semplicemente: uniamoci per combattere le ingiustizie, non combattiamo le persone come noi; la invito a riflettere su chi arriva qua attraversando il mare in condizioni disperate e non ha nessuna garanzia da questo Stato perché è senza permesso di soggiorno, perciò non si può curare, non può lavorare, non può riabbracciare i propri cari, non può vivere una vita dignitosa. La signora ora è meno convinta del suo razzismo, mi promette che leggerà la piattaforma. Queste sono molte delle persone che incontriamo e fa parte dei nostri compiti invitarle a riflettere, lasciare delle domande, dei dubbi, seminare la pianta della solidarietà.
Peggio ancora quando uomini e donne tirano diritto per non scambiare nemmeno una parola: l’indifferenza, spesso cela razzismo e ben radicato…
Finalmente incontro Alessandra, con i suoi due scatenatissimi bambini; si ferma, si dice d’accordo, ci vuole conoscere e sapere delle nostre iniziative. Non abbiamo molto tempo per discutere ma concorda sul fatto che la solidarietà ci migliora la vita. Ci scambiamo il numero di telefono e l’indirizzo mail, speriamo di rivederci. Alla fine incontreremo altre persone curiose e disponibili.
Quando andiamo via dal mercato ci fermiamo dieci metri più in là, c’è un gazebo del PD con un manifesto che recita: “in nome del popolo italiano”. La nostra è una fondamentale, preziosa e indispensabile proposta, molto controcorrente per affermare la Comune Umanità
Sibilla Caroppo
Sabato 29 ottobre 2011
Le premesse non erano le più incoraggianti: innanzitutto eravamo soltanto in tre (Ugo, Marco ed io), inoltre i cartelloni sull’accoglienza e la solidarietà che avevamo deciso di portare non c’erano (sugli aspetti organizzativi siamo dei dilettanti!). Nonostante ciò cominciamo ad offrire alle persone che passano la piattaforma dei Comitati solidali e antirazzisti, sapendo che non avremmo trovato immediata attenzione. Infatti io fermo subito tre ragazze di circa 16 anni che tranquillamente si dichiarano razziste: una perché è stata picchiata da quattro ragazze rumene, un’altra perché gli immigrati molestano noi donne. Le invito a riflettere: ma se a picchiarti fossero state 4 italiane, oggi odieresti anche te stessa? Ancora: la violenza contro le donne va fermata, ma perché non c’è la stessa veemente indignazione e reazione quando a stuprare sono i padri di famiglia, i mariti e i fidanzati italianissimi (e sono la maggioranza)? Rimangono senza parole. Prendono la piattaforma e si fermano a riflettere (forse solo per un attimo) sul fatto che per avere città più sicure serve la solidarietà, non l’odio e la diffidenza. Per fortuna Ugo invece fa conoscenza di Paolo (ragazzo brasiliano interessato al nostro comitato).
Proseguendo sembra che per me sia la giornata no: una signora di oltre sessant’anni non ha problemi a dirsi razzista (ma allora non è un fatto generazionale!): “fanno troppi figli, vogliono troppo, loro sono tutelati dallo Stato mentre noi italiani no, ecc.” Mi viene da rispondere semplicemente: uniamoci per combattere le ingiustizie, non combattiamo le persone come noi; la invito a riflettere su chi arriva qua attraversando il mare in condizioni disperate e non ha nessuna garanzia da questo Stato perché è senza permesso di soggiorno, perciò non si può curare, non può lavorare, non può riabbracciare i propri cari, non può vivere una vita dignitosa. La signora ora è meno convinta del suo razzismo, mi promette che leggerà la piattaforma. Queste sono molte delle persone che incontriamo e fa parte dei nostri compiti invitarle a riflettere, lasciare delle domande, dei dubbi, seminare la pianta della solidarietà.
Peggio ancora quando uomini e donne tirano diritto per non scambiare nemmeno una parola: l’indifferenza, spesso cela razzismo e ben radicato…
Finalmente incontro Alessandra, con i suoi due scatenatissimi bambini; si ferma, si dice d’accordo, ci vuole conoscere e sapere delle nostre iniziative. Non abbiamo molto tempo per discutere ma concorda sul fatto che la solidarietà ci migliora la vita. Ci scambiamo il numero di telefono e l’indirizzo mail, speriamo di rivederci. Alla fine incontreremo altre persone curiose e disponibili.
Quando andiamo via dal mercato ci fermiamo dieci metri più in là, c’è un gazebo del PD con un manifesto che recita: “in nome del popolo italiano”. La nostra è una fondamentale, preziosa e indispensabile proposta, molto controcorrente per affermare la Comune Umanità
Sibilla Caroppo
Sabato 29 ottobre 2011
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